
Giovannino Guareschi
Una vita controcorrente
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Formidabili quei sessant’anni vissuti controcorrente seguendo sempre e soltanto le eterne leggi del buon Dio e la propria coscienza. Sessanta tumultuosi, irrequieti, generosi, intelligenti, formidabili anni impreziositi da un inequivocabile genio letterario, giornalistico e grafico. Ciò ha fatto di Giovannino Guareschi lo scrittore italiano forse più conosciuto e amato nel mondo, ma anche il più detestato dal potere politico e culturale. Quando morì nel 1968 i suoi lettori lo piansero, gli intellettuali e i politici poterono finalmente ignorarlo. Eppure, i censori passano mentre il vecchio Giovannino, i suoi personaggi (soprattutto Don Camillo e Peppone) e i suoi lettori, restano. Grazie alla lunga frequentazione della sua opera e di documenti di archivio spesso inediti, Alessandro Gnocchi, uno dei suoi maggiori studiosi, ne spiega il motivo cogliendolo tanto nel valore intellettuale dello scrittore e del giornalista, quanto nell’integrità dell’uomo capace di inimicarsi proprio tutti, comunisti e anticomunisti, fascisti e antifascisti, clericali e anticlericali.

Gnocchi Alessandro
Alessandro Gnocchi si occupa delle tematiche religiose nella letteratura moderna e contemporanea. In questo àmbito, ha pubblicato scritti su Cristina Campo, Fëdor Dostoevskij, J.R.R. Tolkien, G.K. Chesterton, Georges Simenon, Carlo Collodi e Arthur Conan Doyle. A Giovannino Guareschi, di cui è considerato uno dei maggiori studiosi, ha dedicato una decina di opere, tra cui Don Camillo & Peppone. L’invenzione del vero (Rizzoli), Giovannino Guareschi. Una storia italiana (Rizzoli), Viaggio sentimentale nel Mondo piccolo di Guareschi (Rizzoli), Lettere ai posteri di Giovannino Guareschi (Marsilio), Andavamo con Dio e tornavamo al tramonto (DreamBook) e, nel catalogo Ares, il profilo letterario Giovannino Guareschi. La poetica della libertà (2025).
Gazzetta di Parma: Dal papà di Don Camillo ironia come messaggio di fraternità
Scarica PDFFormidable those sixty years lived against the tide always following only the eternal laws of the good Lord and his own conscience. Sixty tumultuous, restless, generous, intelligent, formidable years embellished by an unequivocal literary, journalistic and graphic genius. This made Giovannino Guareschi perhaps the best known and best loved Italian writer in the world, but also the most detested by political and cultural power. When he died in 1968, his readers mourned him, and intellectuals and politicians could finally ignore him. Yet, the censors pass away while old Giovannino, his characters (especially Don Camillo and Peppone) and his readers, remain. Thanks to his long acquaintance with his work and often unpublished archival documents, Alessandro Gnocchi, one of his leading scholars, explains the reason for this by grasping it as much in the intellectual value of the writer and journalist as in the integrity of the man capable of antagonizing just about everyone, communists and anti-communists, fascists and anti-fascists, clerics and anticlericals.